Dimissioni per giusta causa, in quali casi e con quali effetti

Le dimissioni per giusta causa rappresentano una modalità di interruzione del rapporto di lavoro da parte del lavoratore. Esse non sono applicabili in qualsiasi caso, ma devono presentarsi determinate condizioni.

Dimissioni per giusta causa, quando sono ammesse?

E’ importante stabilire una distinzione tra dimissioni e licenziamento:

  • le dimissioni sono legate alla volontà del lavoratore che intende interrompere il rapporto di lavoro;
  • il licenziamento, invece, parte dall’iniziativa del datore di lavoro.

Le dimissioni per giusta causa sono ammissibili solo in determinati casi:

  • mancato o ritardo nel pagamento dello stipendio;
  • omesso versamento dei contributi previdenziali;
  • molestie sessuali o mobbing o ingiurie da parte del datore o del superiore gerarchico;
  • modificazioni particolarmente peggiorative delle mansioni, al di fuori dei casi di demansionamento consentiti dalla legge.

La procedura 

Come per qualsiasi altro tipo di dimissione, il lavoratore può inoltrare la comunicazione di recesso:

  • sul sito cliclavoro.gov.it tramite le proprie credenziali
  • tramite intermediari (come patronati, Caf, consulenti del lavoro).

Perchè si possa parlare di dimissioni per giusta causa deve verificarsi un evento tale che impedisca il normale proseguimento del rapporto di lavoro durante il periodo di preavviso. Pertanto, non sono ammesse dimissioni per giusta causa posticipate rispetto all’evento incriminato.

Effetti delle dimissioni 

A livello contrattuale gli effetti delle dimissioni per giusta causa sono immediati: il rapporto si interrompe e non è previsto un periodo di preavviso stabilito dal contratto collettivo.

A livello economico, con le dimissioni per giusta causa il lavoratore ha diritto:

  • alla retribuzione fino all’ultimo giorno di lavoro
  • alla liquidazione di eventuali ferie e permessi non goduti
  • la quota maturata di mensilità aggiuntive
  • trattamento di fine rapporto
  • all’indennità sostitutiva del preavviso pari alla retribuzione che avrebbe percepito se avesse lavorato nel periodo di preavviso stabilito da CCNL di riferimento.

Inoltre, il lavoratore può richiedere la disoccupazione in quanto le dimissioni per giusta causa sono considerate cause involontarie di interruzione del rapporto. Questa spetta al lavoratore purchè:

  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

 

 

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